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Editoriale
Perché nasce questa newsletter
Le grandi città non si riconoscono solo da ciò che attraggono. Si riconoscono da ciò che sanno di sé. Roma attira milioni di persone, produce desiderio, genera immagini, occupa stabilmente l’immaginario del mondo. Ma per troppo tempo ha avuto una conoscenza troppo fragile, troppo dispersa, troppo occasionale del proprio stesso turismo. Ed è una contraddizione che non poteva durare: la principale destinazione turistica italiana, una delle grandi capitali globali del viaggio, non può restare priva di un patrimonio ordinato, condiviso e accessibile di dati, analisi, letture.
Questa newsletter nasce da qui. Nasce dall’idea che Roma debba colmare una mancanza non più compatibile con il suo ruolo. E nasce anche da una convinzione più generale: nel turismo contemporaneo non basta avere domanda, non basta avere reputazione, non basta avere bellezza. Bisogna avere conoscenza. Perché senza conoscenza si commenta, ma non si capisce; si reagisce, ma non si governa; si inseguono i fenomeni, ma non li si orienta.
Per questa ragione, questa newsletter è un prodotto di Business Intelligence della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners. Non come adempimento, non come esercizio per specialisti, non come deposito di numeri inerti, ma come scelta precisa: mettere in circolazione strumenti di conoscenza. Dare a chi opera, a chi decide, a chi investe, a chi studia, una base più solida per leggere il turismo romano. Perché il punto non è accumulare dati; il punto è trasformarli in capacità di visione.
Il turismo, in fondo, soffre spesso di un paradosso. È uno dei settori più importanti dell’economia contemporanea, e tuttavia continua a essere pensato troppo spesso in modo approssimativo, intermittente, impressionistico. Si discute di turismo per sensazioni, talvolta per umori, per episodi, per luoghi comuni. Il turismo ha bisogno di scalare il proprio livello di pensiero. Ha bisogno di uscire dalla conversazione occasionale per entrare finalmente in una cultura più robusta dell’interpretazione, della misurazione, della strategia.
È qui che entra in gioco il tema decisivo: la conoscenza va distribuita. Non può restare patrimonio esclusivo o di pochi. Non può dipendere dall’iniziativa isolata di singoli operatori, che per definizione vedono una parte e non il tutto. Nessun operatore può costruirsi da solo la mappa completa dei flussi, dei mercati, dei comportamenti, delle tendenze competitive, delle trasformazioni dell’offerta. Una destinazione diventa davvero intelligente solo quando mette in comune il proprio sapere, quando costruisce basi informative condivise, quando rende leggibile a molti ciò che altrimenti resterebbe frammentato in mille esperienze separate.
Questa newsletter vuole fare esattamente questo. Vuole distribuire conoscenza. Vuole offrire elementi di orientamento a chi deve prendere decisioni. Vuole aiutare Roma a conoscersi meglio. Perché ogni scelta seria, anche privata, nasce da una lettura della realtà. E quando la lettura è debole, anche le decisioni finiscono per esserlo.
L’ambizione di Roma, del resto, è sotto gli occhi di tutti. Non si tratta soltanto di restare una grande destinazione: si tratta di diventare un riferimento di modello turistico mondiale. Ma un’ambizione di questo livello non si sostiene solo con la forza del patrimonio, con la bellezza, con la potenza simbolica della città. Ha bisogno di dati. E ha bisogno di pensiero. Ha bisogno della capacità di leggere i propri numeri, di interpretarli, di discuterli pubblicamente, di usarli per correggere, indirizzare, scegliere.
È con questo spirito che cominciamo. Non per aggiungere rumore al rumore, ma per offrire elementi in più di chiarezza. Non per commentare il turismo da fuori, ma per contribuire a costruire, dentro Roma, una cultura più forte della sua economia turistica. Perché una città che vuole guidare il proprio futuro deve anzitutto imparare a leggerlo.
(AP)
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Il conflitto in Medio Oriente e l’impatto sul turismo a Roma
Il conflitto in Medio Oriente apre una fase di forte instabilità, ma non produce effetti meccanici e uguali per tutti. Roma, per la sua forza internazionale, potrebbe subire meno di quanto si immagini e, in alcuni scenari, perfino intercettare nuova domanda turistica in uscita dall’area mediorientale. Il vero rischio, più che nella continuità dei voli, potrebbe stare nell’aumento dei costi di trasporto.
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Presenze turistiche a Roma: nel 2025 la città tocca il punto più alto della sua storia
La serie storica delle presenze turistiche a Roma mostra con chiarezza una tendenza di fondo: dopo la frattura del Covid, la città non solo ha recuperato, ma ha superato i livelli precedenti, raggiungendo nel 2025 la soglia record di 50 milioni di pernottamenti. Non è un semplice rimbalzo: è il segnale di una nuova scala del turismo romano.
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La crescita di Roma corre su due binari, ma l'extra-alberghiero accelera di più
Nel 2025 Roma ha raggiunto le 50 milioni di presenze, ma la novità più rilevante è la diversa velocità di crescita delle due componenti dell'offerta. L'alberghiero resta largamente dominante, ma l'extra-alberghiero continua ad aumentare il proprio peso, confermando una trasformazione strutturale del mercato.
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Roma ritrova il mondo: la crescita del turismo è trainata soprattutto dai mercati internazionali
Nel 2025 Roma raggiunge 36 milioni di presenze internazionali e 14 milioni di presenze domestiche. Il dato più rilevante è che la ripresa post-pandemica non è stata simmetrica: a spingere davvero la città oltre i livelli storici precedenti è stato soprattutto il ritorno, e poi il rafforzamento, della domanda estera.
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La nuova mappa dell'ospitalità romana: crescono fascia alta e offerta alternativa
La crescita post-pandemica delle presenze a Roma non si distribuisce in modo uniforme tra le diverse tipologie di offerta. Ad aumentare di più sono soprattutto l'hotellerie di fascia alta e le locazioni turistiche, segno che la ripresa non è solo quantitativa, ma sta modificando anche la composizione del mercato.
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Roma rafforza il suo peso nell'hotellerie alta: cresce la quota sul totale italiano, soprattutto dall'estero
Nel segmento degli hotel 4 e 5 stelle, Roma aumenta la propria incidenza sul totale delle presenze registrate in Italia. Il rafforzamento è particolarmente evidente sui mercati internazionali, dove la Capitale non solo recupera la fase pre-pandemica, ma conquista una quota più ampia del turismo alto di gamma nazionale.
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Chi ha fatto crescere Roma: il nuovo turismo nasce dal lungo raggio e da un'Italia più forte
Tra il 2014 e il 2024 la crescita delle presenze turistiche a Roma è stata sostenuta soprattutto dal mercato domestico e da alcuni mercati internazionali di lungo raggio, a cominciare dagli Stati Uniti. Accanto a questi, avanzano con forza anche mercati come Cina, Brasile, Canada, Corea del Sud e Australia, mentre alcuni mercati europei tradizionali mostrano un contributo più limitato e in alcuni casi negativo.
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Roma tra le destinazioni italiane più dinamiche del decennio: +80% di presenze tra 2014 e 2024
Nel confronto con i principali comuni turistici italiani, Roma registra tra il 2014 e il 2024 una crescita dell'80% delle presenze, collocandosi tra le destinazioni più dinamiche del Paese. Non è solo un dato di espansione: è la conferma che la Capitale, pur partendo da volumi già molto elevati, ha saputo accelerare più di molte altre grandi città.
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Roma è la capitale economica del turismo italiano: oltre 13,3 miliardi di valore aggiunto
Il turismo a Roma non produce soltanto grandi numeri di arrivi e presenze: produce soprattutto un impatto economico senza confronti nel panorama nazionale. Con oltre 13,3 miliardi di euro di valore aggiunto, la Capitale si colloca nettamente al primo posto tra i comuni italiani, con un distacco molto ampio da Milano, Venezia e Firenze.
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Roma vista da Instagram: chi domina la scena, ma l'engagement premia emozione e racconto
Il report sui post Instagram dedicati a Roma mostra una città fortemente concentrata in pochi simboli: Colosseo, Fontana di Trevi e Vaticano assorbono da soli il 60% dei post pertinenti geolocalizzati. Ma l'aspetto più interessante è un altro: a generare più coinvolgimento non sono solo i luoghi più celebri, bensì i contenuti più riflessivi, le lingue più inattese e i post capaci di trasformare Roma da sfondo a narrazione.
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