Confrontare Roma con le altre grandi capitali turistiche europee sull'offerta ricettiva alberghiera significa mettere a fuoco un dato che spesso resta sullo sfondo rispetto ai flussi e alle presenze, ma che è altrettanto decisivo: quanta capacità ricettiva esiste davvero, come è distribuita tra un numero maggiore o minore di strutture, e quale sia la dimensione media degli hotel che la compongono. Questa tabella mette a confronto sei città — Londra, Parigi, Roma, Berlino, Barcellona e Amsterdam — su tre indicatori complementari: il numero di camere alberghiere, il numero di hotel, e il rapporto tra i due, cioè la dimensione media di una struttura ricettiva.

Fonte: BI.Roma&Partners; Eurostat, Insee, CBS, Costar, Amt für Statistik, Observatori del Turisme.
Il primo dato che salta agli occhi è la distanza tra Londra e tutte le altre città. La Greater London conta 174.000 camere alberghiere, un numero che non ha eguali nel confronto europeo: è quasi il doppio di quello di Parigi (91.154) e più del doppio di quello di Roma, che si ferma a 78.200 camere. Una distanza di questa portata dice qualcosa di strutturale sulla capacità ricettiva della capitale britannica, storicamente il più grande mercato alberghiero d'Europa, sostenuto da una domanda turistica e business di scala mondiale.
Subito dopo Londra si colloca Parigi, con 91.154 camere, seguita a breve distanza da Berlino (81.200) e da Roma (78.200): tre città che, pur partendo da modelli urbani e turistici molto diversi tra loro, si posizionano in una fascia relativamente simile quanto a capacità ricettiva complessiva. Più staccate Amsterdam, con 45.296 camere, e Barcellona, che chiude la classifica con un numero di camere sensibilmente più contenuto, stimabile in circa 39mila: le due città più piccole del confronto, ma non per questo meno rilevanti sul piano turistico, come dimostrano altri indicatori di questa newsletter.
È però il secondo pannello — il numero di hotel — a restituire l'aspetto forse più sorprendente del confronto. Parigi, che pure ha meno camere di Londra, ha il numero più alto di alberghi tra le sei città: 1.757, addirittura superiore ai circa 1.660 hotel stimabili per la stessa Londra. Un numero di alberghi molto elevato a fronte di un numero di camere inferiore significa una cosa sola: gli hotel parigini sono, in media, molto più piccoli di quelli londinesi. È un tratto che caratterizza fortemente il modello ricettivo della capitale francese, fatto di una miriade di strutture di piccole e piccolissime dimensioni, spesso boutique hotel o alberghi a conduzione familiare disseminati nel tessuto urbano.
Roma, con 900 hotel, si colloca a metà classifica: meno della metà degli alberghi di Parigi, ma più del doppio di quelli di Berlino (684), Barcellona (452) e Amsterdam (523). È un numero di strutture consistente, che colloca la Capitale in una posizione intermedia e distintiva rispetto alle altre grandi città europee.
Il terzo pannello sintetizza in un solo numero ciò che i primi due lasciano intuire: la dimensione media delle strutture ricettive, calcolata come numero di camere diviso numero di hotel. Qui la classifica si ribalta rispetto alla semplice dimensione del mercato. Berlino guida con 119 camere per hotel in media, il valore più alto tra le sei città: un modello fatto di strutture relativamente grandi, coerente con un mercato alberghiero storicamente orientato a catene e a hotel di dimensioni maggiori. Londra segue con 105 camere per hotel, confermando un'offerta ricettiva imperniata su strutture ampie e spesso internazionali.
Roma si posiziona a 87 camere per hotel in media, esattamente lo stesso valore di Barcellona e di Amsterdam: tre città diverse per storia, scala e modello turistico che convergono comunque su una dimensione media molto simile delle proprie strutture ricettive. È un dato che segnala un equilibrio tra grandi hotel e strutture più piccole, senza la polarizzazione verso il gigantismo di Berlino né verso la frammentazione di Parigi.
Ed è proprio Parigi, all'estremo opposto della classifica, a mostrare il valore più basso: appena 52 camere per hotel in media. È la conferma statistica di quanto suggerito dal confronto tra i primi due pannelli: la capitale francese possiede un'offerta ricettiva capillare e frammentata, fatta di un numero molto alto di alberghi di piccole dimensioni, agli antipodi del modello berlinese e londinese fondato su strutture più grandi ma meno numerose.
Il confronto restituisce dunque un quadro a più livelli. Sul piano della capacità ricettiva complessiva, Londra domina nettamente, con Roma in una posizione solida ma distante. Sul piano del numero di strutture, è Parigi a sorprendere, con un'offerta più frammentata di quanto la sua dotazione di camere lascerebbe supporre. E sul piano della dimensione media, Roma si colloca in una fascia intermedia ed equilibrata, condivisa con Barcellona e Amsterdam, lontana sia dal modello delle grandi strutture berlinesi e londinesi sia da quello, opposto, della miriade di piccoli hotel parigini. Tre modi diversi di leggere lo stesso mercato, e tre risposte diverse a seconda dell'indicatore che si sceglie di guardare.




