Fin qui abbiamo visto che Roma cresce, che cresce soprattutto grazie ai mercati internazionali e che una parte importante di questa crescita si concentra nell’hotellerie di fascia alta. Questa tabella aggiunge un tassello ulteriore, e forse ancora più significativo: Roma non sta semplicemente aumentando le proprie presenze negli hotel 4 e 5 stelle; sta aumentando il proprio peso relativo dentro l’intero mercato italiano dello stesso segmento. In altri termini, non è soltanto una crescita quantitativa. È un avanzamento di posizione.

Questo è il punto centrale da cogliere. La quota qui rappresentata misura il rapporto tra le presenze registrate a Roma e il totale delle presenze in Italia negli hotel di fascia alta. Dunque, non ci dice solo se Roma va bene o va male in valore assoluto; ci dice se Roma sta guadagnando o perdendo centralità rispetto al resto del Paese. E il responso, soprattutto negli anni più recenti, è abbastanza netto: Roma rafforza la propria posizione.
Sul totale, la quota della Capitale passa da poco meno del 6% nel 2014 a circa il 9% nel 2024. È un incremento rilevante, perché significa che una parte crescente del turismo italiano di fascia alta si concentra a Roma. Il dato diventa ancora più interessante se si guarda alle due componenti separate.
Sul mercato domestico, la quota di Roma cresce anch’essa, pur in modo più moderato. Dopo una fase relativamente stabile, la città registra un rafforzamento negli ultimi anni, arrivando attorno all’8-9%. È un segnale importante, anche se non sorprendente fino in fondo: Roma continua a essere per gli italiani una delle principali destinazioni urbane premium del Paese, capace di tenere insieme turismo leisure, viaggi culturali, eventi, business e soggiorni ad alta intensità simbolica.
Ma è soprattutto sul versante internazionale che il grafico diventa eloquente. Qui la quota di Roma sul totale italiano dell’hotellerie alta si colloca già su livelli elevati all’inizio della serie, intorno al 15%, poi subisce una forte discontinuità negli anni della pandemia, e infine rimbalza con grande forza fino a raggiungere circa il 18% nel 2024. È questo il dato più interessante dell’intera tabella. Non solo Roma ha recuperato il terreno perduto; ha esteso la propria capacità di attrazione rispetto alle altre destinazioni italiane concorrenti nel segmento internazionale di fascia alta.
Detto in modo più diretto: una parte sempre più ampia degli stranieri che scelgono l’Italia e soggiornano in hotel 4 e 5 stelle sceglie Roma. Questo significa che la Capitale sta consolidando un posizionamento molto forte nel turismo premium internazionale. E non si tratta di un dettaglio statistico. Significa maggiore capacità di attrarre spesa elevata, maggiore rilevanza nell’immaginario globale, maggiore competitività nel confronto con le altre città italiane che presidiano lo stesso segmento.
Naturalmente, il dato non va letto in chiave encomiastica, come se bastasse constatare la crescita della quota per ritenere risolto ogni problema. Al contrario, proprio il rafforzamento di Roma nel segmento alto implica una responsabilità ulteriore. Più aumenta il peso della città nell’hotellerie premium, più diventano cruciali la qualità dello spazio urbano, il livello dei servizi, l’accessibilità, il decoro, la mobilità, la sicurezza percepita, la capacità di offrire un’esperienza coerente con le aspettative di una domanda esigente e ad alta capacità di spesa.
C’è poi una seconda implicazione, meno visibile ma non meno importante. Se Roma aumenta la propria quota nel segmento alto a livello nazionale, significa che la competizione non si gioca più soltanto sul numero totale dei turisti, ma sulla qualità relativa del posizionamento. E il vero tema strategico diventa allora questo: non solo attrarre di più, ma attrarre meglio; non solo crescere, ma crescere spostando il baricentro verso segmenti che producono più valore economico, più reputazione internazionale e maggiore capacità di investimento privato.
La conclusione è perciò molto chiara. Roma, negli anni più recenti, non ha semplicemente beneficiato della ripresa generale del turismo. Ha rafforzato il proprio rango specifico nel cuore più pregiato del mercato nazionale dell’ospitalità. E lo ha fatto soprattutto sul terreno più competitivo di tutti: quello internazionale. È lì che la città mostra di aver recuperato, e superato, i livelli precedenti. Ed è lì che si gioca una parte decisiva del suo futuro turistico.




