Questa tabella ha un merito particolare: costringe a guardare Roma non da sola, ma nel confronto con gli altri grandi comuni turistici italiani. Ed è un passaggio essenziale, perché i dati assoluti di una grande capitale rischiano sempre di impressionare senza misurare davvero la performance relativa. Qui, invece, il confronto è netto. E quello che emerge è che Roma, tra il 2014 e il 2024, non solo cresce molto, ma cresce più di quanto facciano molte altre destinazioni italiane di primo piano.

L’incremento percentuale delle presenze turistiche a Roma nel periodo considerato è pari all’80%. È un dato di grande rilievo per almeno due ragioni. La prima è evidente: si tratta di una crescita molto robusta, che colloca la Capitale all’ottavo posto tra le trenta destinazioni italiane con la maggiore espansione percentuale. La seconda è ancora più importante: Roma ottiene questo risultato partendo da una base già altissima. E questo cambia molto il significato del dato. Crescere rapidamente quando si parte da volumi contenuti è più facile; crescere dell’80% quando si è già una delle più grandi destinazioni urbane d’Europa significa invece aver compiuto un salto di scala davvero notevole.
Davanti a Roma compaiono città come Bari, Bergamo, Como, Lecce, Trieste, Bologna e Verona, che registrano incrementi percentuali superiori. Ma il punto non è inseguire una graduatoria come se tutte le destinazioni fossero comparabili allo stesso modo. Anche perché è molto importante il punto di partenza, che per alcune città era davvero basso, come Bari, un tempo non considerata come vera e propria destinazione turistica. Il punto è comprendere che Roma sta dentro il gruppo più dinamico del turismo italiano, e vi sta non come una destinazione emergente, ma come una metropoli matura, già consolidata, già fortemente internazionale. In questo senso, il suo +80% vale quasi più di molti valori superiori registrati da città che partivano da una dimensione più contenuta.
Il grafico, inoltre, consente di collocare Roma anche rispetto ad altre grandi città. La Capitale cresce molto più di Milano, che si ferma al +37,3%, e più di Napoli, che registra il +33,6%. Supera nettamente anche Palermo, Genova, Padova e molte altre destinazioni urbane rilevanti. Questo significa che il ciclo espansivo del turismo romano nell’ultimo decennio non è stato semplicemente coerente con la crescita generale del settore in Italia; è stato più intenso della media di molte grandi città concorrenti.
C’è poi un secondo elemento da cogliere. La presenza, nelle prime posizioni, di città molto diverse tra loro — metropoli, città d’arte, destinazioni lacuali, alpine, adriatiche e del Sud — racconta che il turismo italiano dell’ultimo decennio è stato attraversato da una redistribuzione ampia delle opportunità di crescita. Roma, però, si distingue perché combina due caratteristiche che raramente stanno insieme: massa e dinamismo. Ha volumi enormi e, al tempo stesso, un ritmo di crescita da destinazione competitiva.
Questo rafforza un punto già emerso nelle tabelle precedenti. Roma non sta semplicemente partecipando al buon andamento del turismo italiano; sta guadagnando posizione relativa nel sistema nazionale delle destinazioni. Cresce in assoluto, cresce nei segmenti di fascia alta, cresce nei mercati internazionali, cresce nella pluralità dell’offerta, e cresce anche nel confronto competitivo con gli altri comuni turistici italiani. Quando tutti questi segnali si sommano, non siamo più davanti a una oscillazione favorevole, ma a una tendenza strutturale.




